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	<title>Studio Legale Todeschini</title>
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		<title>La gestione del contenzioso in materia di responsabilità medica</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 09:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità del medico dipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità della struttura ospedaliera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Osservazioni allo studio Eurispes sull’esperienza del Tribunale di Roma in materia di A.t.p. Il pregiato studio ( https://www.simlaweb.it/responsabilita-medica-un-po-di-numeri-contro-il-mainstream/ ) scaturito dalle statistiche del Tribunale di Roma in materia di ATP e recentemente commentato da SIMLA mi ha suggerito alcune note sulla gestione del contenzioso in materia di responsabilità medica che di seguito porto all’attenzione degli interpreti. Affermare che nel procedimento per A.t.p. “la figura e la... </p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Osservazioni allo studio Eurispes sull’esperienza del Tribunale di Roma in materia di A.t.p.</strong></p>
<p>Il pregiato studio ( https://www.simlaweb.it/responsabilita-medica-un-po-di-numeri-contro-il-mainstream/ ) scaturito dalle statistiche del Tribunale di Roma in materia di ATP e recentemente commentato da SIMLA mi ha suggerito alcune note sulla gestione del contenzioso in materia di responsabilità medica che di seguito porto all’attenzione degli interpreti.</p>
<p>Affermare che nel procedimento per A.t.p. “la figura e la funzione dell’avvocato e del Giudice sono, per lo più, del tutto marginali e periferiche” significa dimenticare, a titolo d’esempio, la dottrina e giurisprudenza sorte in materia di <strong>ammissibilità del procedimento per accertamento tecnico preventivo</strong>. Ne sono derivate osservazioni e un contenzioso assai delicato che hanno convinto diversi Tribunali a formare decaloghi proprio in materia di ammissibilità del ricorso.<br />
La scelta dei soggetti da coinvolgere nell’accertamento tecnico preventivo, inoltre, suggerisce uno scenario del tutto diverso quindi della delicatezza delle questioni di carattere giuridico che debbono essere poste a fondamento delle delicate scelte, appunto, giuridiche, che determinano poi il risultato della stessa procedura.</p>
<p>Non va dimenticata inoltre l’altrettanto delicata predisposizione del quesito: va certamente ricordato che molti Tribunali (per esempio proprio quello di Roma https://www.tribunale.roma.it/allegatinews/A_29438.pdf) hanno elaborato propri quesiti (a dimostrazione del fatto che anche la determinazione del quesito riveste un momento, sotto il profilo giuridico, assai rilevante) e vi sono giuristi che, come chi scrive, hanno cura di proporre sempre al Magistrato, seppur nel rispetto del quesito che questi è solito predisporre, un proprio quesito che consenta di circoscrivere o, in qualche caso, estendere l’indagine a tutte le questioni che ha inteso allegare. Non dimentichiamo che molto spesso la superficialità nell’utilizzo di quesiti ciclostilati e buoni per tutte le stagioni rende di fatto inutile o parzialmente inutile l’intero procedimento per accertamento tecnico preventivo, poiché non impone ai consulenti di tener conto in modo specifico delle singole allegazioni ma di fatto li invita ad una più generica valutazione del caso come se, appunto, l’A.t.p. fosse una “questione per medici-legali” che devono vedersela tra di loro a prescindere dalle allegazioni di parte e dalle delicate questioni giuridiche, con l’effetto che sarà necessaria una chiamata a chiarimento nel successivo procedimento di merito.</p>
<p>Non va dimenticata inoltre la questione, altrettanto giuridica, della selezione dei soggetti da coinvolgere e la risposta al quesito circa l’individuazione della parte gravata dall’onere di chiamare in giudizio anche altri soggetti ai quali le altre parti, o il Magistrato, ritengano di dover estendere l’accertamento.</p>
<p>La circostanza che i sanitari <strong>dipendenti siano “lasciati in pace”</strong> e non coinvolti quindi nell’accertamento tecnico preventivo se, per un verso, è nel senso di concentrare le azioni, di natura contrattuale, sulla struttura, in adesione peraltro ad un orientamento che non discende dai meriti della Gelli-Bianco ma dalla buona abitudine che avevano tutti i giuristi specializzati in responsabilità medica anche prima, non è conclusione da prendere in considerazione con leggerezza, tanto più se si vuole tenere veramente in considerazione l’interesse del medico dipendente.</p>
<p>Va segnalato, anzitutto, che in tutti i casi nei quali la struttura pubblica e privata ha intenzione di agire in rivalsa, la mancata partecipazione del medico dipendente costituisce ostacolo all’utilizzabilità piena, della perizia formatasi in corso di accertamento tecnico preventivo, nel futuro giudizio di merito, e questo è un rischio che né il ricorrente né la struttura dovrebbero voler correre. Ma vi è un altro dato, che le precedenti riforme non hanno tenuto in debita considerazione: il sanitario ha il diritto-dovere di interessarsi della questione di responsabilità che è stata invocata sia in via stragiudiziale che in giudizio, poiché il rischio di essere coinvolto in un futuro procedimento di natura erariale, oltre che la tutela della sua onorabilità personale e professionale, meriterebbero attenzioni già nell’A.t.p. e quindi nel giudizio di merito. Personalmente non acconsentirei mai che la mia difesa venisse presa in considerazione da un soggetto terzo, per quanto mio datore di lavoro, che ha un interesse nel processo che in taluni casi può essere anche diametralmente opposto al mio, e che può abbandonare ottime ragioni di mia difesa per inseguire le proprie. Se mai un medico mi chiedesse, quindi, se disinteressarsi del procedimento in corso, e della propria anche solo quota di responsabilità nella causazione del danno, gli consiglierei di essere presente, ben assistito, e di scegliersi anzi un difensore che non sia necessariamente lo stesso della struttura sanitaria o della relativa compagnia di assicurazione.</p>
<p>Sul pedissequo riferimento alle tesi che vedono la <strong>medicina difensiva</strong> al centro di qualsiasi elaborazione in materia di responsabilità medica, mi permetto di rinnovare i miei profondi dubbi: la statistica alla quale tutti fanno riferimento e che è stata raramente approfondita, sembra ricondursi ad un campione veramente limitato di interviste telefoniche nel corso delle quali i medici avrebbero indicato la propria solerzia nel prescrivere esami inutili al fine di precostituirsi opzioni di difesa in un futuro procedimento. Già per come è descritta dovrebbe farci riflettere sulla sua inconsistenza: quando mai la prescrizione di un esame ritenuto inutile (e fonte di responsabilità così contrattuale che extracontrattuale nei confronti del paziente, della struttura da cui si dipende, dell’erario) dovrebbe un giorno avvantaggiare il sanitario. Non solo, nella mia esperienza professionale di più di venticinque anni di responsabilità professionale e di migliaia di casi affrontati anche in giudizio, posso affermare che la stragrande maggioranza sono cagionati da difetto di prudenza. Ebbene tale dato mi convince della valenza suggestiva del tema della medicina difensiva: se effettivamente i medici fossero afflitti dal rischio difensivo e si fossero decisi di prescrivere migliaia di esami inutili, i difetti di tempestiva diagnosi sarebbero infinitamente minori, e le ragioni di accusa fondate sulla prudenza decisamente limitate, poiché i molti esami “inutili” avrebbero ben dovuto svelare le patologie che invece, ahinoi, sono spessissimo al centro dell’attenzione delle cause per responsabilità medica.</p>
<p>Va rimarcato inoltre un altro dato in parziale controtendenza con quella sorta di plebiscito dei commentatori in favore dell’affermazione del cosiddetto <a title="Dalle dat la conferma che il doppio binario della Gelli Bianco non esiste" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/dalle-dat-la-conferma-che-il-doppio-binario-della-gelli-bianco-non-esiste/" target="_blank"><strong>doppio binario</strong></a> (responsabilità solo contrattuale della struttura, responsabilità solo extracontrattuale del medico dipendente): non dimentichiamo che l’art. 7 della Gelli Bianco, dopo il secondo passaggio in Senato, è stato aggiornato rispetto alla formulazione precedente che sembrava voler più radicalmente alludere (ma non escludere!) la configurabilità della responsabilità contrattuale del medico dipendente.</p>
<p>Nonostante sia passata inosservata, a mio avviso abbastanza incredibilmente, la modifica “salvo che abbia agito nell’adempimento di un’obbligazione contrattuale assunta con il paziente” non si può non assegnare ad una precisazione tanto importante un significato, diversamente dovremmo ammettere l’inutilità di una rilevante precisazione del Legislatore in difformità dei principi ermeneutici che dovrebbero suggerire -pur nei limiti delle gravi contraddizioni della Gelli-Bianco- di assegnare un significato piuttosto che negarlo. Ebbene, lo stesso Legislatore anziché escludere radicalmente che sia configurabile una responsabilità contrattuale del medico dipendente apre all’inevitabile, osservando che l’obbligazione può ben essere assunta direttamente dal sanitario con buona pace per chi ritiene che il cosiddetto doppio binario sia un assioma indiscutibile. E aggiungo: ben può essere assunta “anche” dal sanitario dipendente, quindi in eventuale concorso con quella della struttura.</p>
<p>Peraltro, come ho avuto modo di chiarire anche nella mia ultima fatica per Utet (sia consentito per rapidità farvi riferimento agile per chi ne avesse interesse <a href="https://www.studiolegaletodeschini.it/la-responsabilita-in-medicina-di-nicola-todeschini-e-in-libreria/%20" target="_blank">https://www.studiolegaletodeschini.it/la-responsabilita-in-medicina-di-nicola-todeschini-e-in-libreria/ </a>), le scelte lessicali così della Balduzzi e successivamente della Gelli-Bianco non sono mai state nel senso di escludere una responsabilità anche contrattuale del medico, così come non hanno mai escluso una responsabilità anche extracontrattuale della struttura. Per il vero lo scopo del Legislatore non dovrebbe essere quello di offrire patenti di attendibilità a diverse ipotesi ermeneutiche ma di legiferare, ed è certo che sia la Balduzzi che poi la Gelli-Bianco hanno mancato sotto tale profilo come pregevole dottrina ha rilevato. Non di titoli di responsabilità deve discorrere il Legislatore, semmai creare fattispecie, posto che la fattispecie “responsabilità medica” non esisteva e poteva ben essere formulata indicando i relativi elementi che la componevano. La scelta della Gelli-Bianco, che anche per tale ragione merita critiche, è stata invece quella di discutere, con il consueto mellifluo approccio di chi non è sicuro di quel che fa, di titoli di responsabilità tentando di boicottare un invece fecondo orientamento della Corte di Cassazione in materia di individuazione del titolo contrattuale anche nella prestazione del medico dipendente. Ebbene, e al di là della questione del doppio binario, la precisazione da ultimo indicata nell’art. 7 impone di assumere posizione, sotto il profilo giuridico, e non medico-legale, in ordine all’assunzione dell’obbligazione da parte del medico dipendente ed anche tale questione dev’essere posta correttamente sia nella fase stragiudiziale che allorché si rediga il ricorso per accertamento tecnico preventivo, con il che la criticata affermazione dell’apparente inefficienza delle questioni giuridiche nel procedimento per accertamento tecnico preventivo merita revisione.</p>
<p>Gli esiti del prezioso studio statistico del Tribunale di Roma che, va ricordato, in quasi due terzi dei procedimenti per accertamento tecnico preventivo instaurati vede l’affermazione della responsabilità, dovrebbe far riflettere anche sulla <strong>gestione del contenzioso in fase stragiudiziale</strong>, poiché è ben vero che una quota di responsabilità affermata nel corso dell’A.t.p. potrebbe anche essere fallace (secondo chi difende le strutture questa è certamente un’obiezione), ma è chiaro che se non nel quasi settanta percento dei casi almeno, mi si passi l’approssimazione, in oltre la metà dei casi la posizione assunta da strutture sanitarie e sanitari prima dell’instaurazione del procedimento per accertamento tecnico preventivo è una posizione maliziosa che impedisce una soluzione transattiva del caso. Andrebbe rimarcato che le Aziende Pubbliche, in autoassicurazione, e che assumono su di loro quindi fino all’ammontare di un determinata somma (spesso 500.000,00 o 750.000,00€) la gestione del contenzioso e la liquidazione del danno, con tutti i seri profili di <a title="Malasanità e responsabilità medica, lotta agli sprechi, la parola all’Avv. Nicola Todeschini esperto del settore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/malasanita-e-responsabilita-medica-lotta-agli-sprechi-la-parola-allavv-nicola-todeschini-esperto-del-settore/" target="_blank"><strong>danno erariale</strong></a> ad esso connessi, dovrebbero trovarsi al cospetto del paziente, tradito dalle aspettative di un servizio pubblico diligente, nella condizione di non regalare per certo del denaro, ma nella consapevolezza di gestire con dignità e massima attenzione il contenzioso, tenuto conto che non possono permettersi di certo di impegnare importanti risorse nella difesa di condotte invece chiaramente colpose; la circostanza che in quasi di due terzi dei casi sia presente una responsabilità e che tolti i potenziali errori di accertamento in A.t.p. c’è una larga parte di casi che dovrebbero trovare conciliazione in sede stragiudiziale, ma che giungono sino all’A.t.p. (verosimilmente anche al giudizio di merito) scopre il vaso di pandora: la possibilità di conciliare in via stragiudiziale un caso di responsabilità medica è veramente remota quando il valore non sia compresso nell’area delle cosiddette micro-invalidità con tutte le conseguenze, anche in materia di costo complessivo del sinistro, che vanno tenute in debita considerazione. Si obietterà che se non si definiscono è certamente colpa di posizioni cialtronesche da parte del paziente danneggiato e/o di chi lo patrocina ma debbo dire che nella mia esperienza non è mai accaduto che per un caso estraneo alle cosiddette micro-permanenti una struttura sanitaria abbia formulato un’offerta risarcitoria in via conciliativa prima dell’accertamento giudiziale indicando una misura di risarcimento dignitosa e quindi prossima ad un valore medio che auspicabilmente il paziente vorrebbe raggiungere all’esito del giudizio. È capitato piuttosto che si offrissero € 50.000,00 contro i 200.000,00/300.000,00€, 1.200.000,00€ contro i 3.200.000,00€, 80.000,00 contro i 250.000,00€.</p>
<p>E ancora: se fossero mai le pretese fantasiose dei patrocinatori a rendere impossibile la soluzione, che dire della chimera rappresentata dall’offerta reale? Quali ragioni ne impediscono l’utilizzo?</p>
<p>Come spieghiamo diversamente questa disparità incredibile tra le valutazioni delle strutture sanitarie in <strong>autoassicurazione</strong> (e pure assicurate) e quelle che poi si deducono dalla lettura delle sentenze o da accordi raggiunti in fase giudiziaria poco prima della sentenza? La conclusione è unica: o i Magistrati sono impazziti, le tabelle modificate notte tempo ed irraggiungibili per chi gestisce il contenzioso in materia di sanità, oppure è chiaro che esiste uno spreco enorme di risorse dovute alla pessima gestione dei casi di responsabilità medica sulla quale per anni mi sono concentrato anche nei miei corsi rivolti al mondo dei giuristi ed ai medici-legali, ma che non incontra evidentemente un grande interesse da parte della comunità scientifica che elargisce pur consulenze preziose ad un disattento Legislatore.</p>
<p><strong>Un esempio</strong> (moltissimi altri li sto raccogliendo nel mio prossimo lavoro) di questo atteggiamento scandaloso per evitare prese di posizione qualunquiste? Presto detto: in una vertenza che coinvolge al contempo una struttura pubblica ed una struttura sanitaria privata, dopo una fase stragiudiziale inutile, per la totale chiusura da parte di entrambe le strutture, viene celebrato il procedimento per accertamento tecnico preventivo dal quale si deduce l’affermazione delle condotte difformi da parte dei sanitari. Assente qualsiasi proposta transattiva è il patrocinatore dei danneggiati a formulare una proposta transattiva nei confronti delle strutture prima del giudizio ma tale equilibrata proposta, che nel corso del giudizio troverà una quantificazione di più di € 170.000,00 superiore, per quanto una delle strutture sia disponibile a profittarne, non si traduce in una transazione perché la struttura privata, su iniziativa della propria compagnia di assicurazione, pretende che i danneggiati sottoscrivano una transazione, per danno da perdita del rapporto parentale, grazie alla quale sia affermato il loro impegno a manlevare la struttura per qualsiasi futura richiesta di risarcimento anche ad opera di un terzo congiunto che non è mai stato parte del processo e che non rientra più nemmeno nello stato di famiglia d’origine! Trattandosi di rivendicazione di un danno iure proprio, e non iure haereditatis, la richiesta di manlevare la struttura dalla potenziale richiesta di un terzo, anch’essa formulata inevitabilmente iure proprio, è incredibilmente sciocca ma tale ostacolo obbliga i danneggiati a rivolgersi al Giudice e nonostante nel corso del procedimento di merito vengano sollevate obiezioni sia nell’an che nel quantum, dopo chiamata a chiarimenti del consulente d’ufficio non emergono elementi in favore di una diversa ricostruzione del fatto e di una diversa quantificazione del danno. A pochi mesi dalla sentenza una delle parti tenta di definire in via conciliativa alle stesse condizioni che precedevano il procedimento di merito pretendendo però nuovamente la singolare manleva. Ebbene il procedimento dopo la resistenza dei danneggiati verrà probabilmente transato ma lo spreco di tempo, energie, oneri legati a questa incomprensibile insistenza da parte della compagnia di assicurazione della struttura privata ha reso un contenzioso, che era possibile risolvere in sei mesi, di durata invece pluriannuale.</p>
<p>E potrei continuare all’infinito descrivendo, come farò nella mia prossima pubblicazione, altri singolari casi di responsabilità da cattiva gestione del contenzioso in responsabilità medica.</p>
<p>Sarei quindi cauto nel formulare elogi nei confronti del Legislatore in materia di responsabilità medica, piuttosto pretenderei che finalmente il Legislatore creasse norme e non si limitasse a bacchettare orientamenti interpretativi ricordando che gli strumenti sono fondamentali, segnalando che, ad onor del vero, ho perorato insieme al prof. Paolo Cendon, e nelle mie iniziative giudiziarie, tanti anni fa l’utilizzo dell’A.t.p. e del procedimento a cognizione ridotta prima ancora che la Gelli-Bianco sposasse, almeno in parte, questa soluzione, ma senza la collaborazione delle parti e la reale gestione del rischio, e corretta gestione del contenzioso, i risultati saranno sempre parziali e condizionati dalla capacità professionale, esperienza e correttezza delle parti nel singolo caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avv. Nicola Todeschini</p>
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		<title>La responsabilità in medicina di Nicola Todeschini è in libreria</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 18:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Risarcimento per errore medico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La responsabilità in medicina di Nicola Todeschini è in libreria Sono state un successo le prime due edizioni, addirittura bestseller di collana, tanto che Utet mi ha proposto un terzo libro, aggiornato, per dare continuità agli operatori del settore che avevano trovato nelle precedenti edizioni una guida operativa utile. In una recente intervista mi è stato chiesto quale sia il segreto del successo di questo percorso... </p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>La responsabilità in medicina di Nicola Todeschini è in libreria</h1>
<p>Sono state un successo le prime due edizioni, addirittura bestseller di collana, tanto che Utet mi ha proposto un terzo libro, aggiornato, per dare continuità agli operatori del settore che avevano trovato nelle precedenti edizioni una guida operativa utile.</p>
<p><a title="" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_2765.jpg" data-image="sp_img_link" data-align="aligncenter"><img class=" size-medium wp-image-9313 alignleft" src="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_2765-300x227.jpg" alt="Tre operete Nicola Todeschini" width="300" height="227" /></a></p>
<p>In una recente intervista mi è stato chiesto quale sia il segreto del successo di questo percorso di approfondimento.<br />
E&#8217; un interrogativo che è stato spesso posto, a ragione, dato che il panorama della letteratura scientifica in argomento è molto esteso, annovera prestigiosi autori ai quali non posso neppure lontanamente paragonarmi.</p>
<p>Credo la risposta sia semplice: questi libri, ed in particolare l&#8217;ultimo, appena uscito, sono frutto non di una strategia di vendita, ma della mia necessità di mettere insieme quello che so, un&#8217;<strong>idea precisa della responsabilità medica che pratico da ormai venticinque anni</strong>.</p>
<p><iframe src="https://app.box.com/embed/s/rjsmg190qsgbm58k126az7zb5shhlewm?sortColumn=date" width="500" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>E&#8217; quindi un libro pensato e scritto non solo da un teorico ma soprattutto da un pratico, che mette a disposizione della pratica, appunto, quanto ho studiato in anni di approfondimento e quanto la pratica ha insegnato.</p>
<p>In queste mie righe ci sono <strong>tante vittorie</strong> ottenute in giudizio con grande coinvolgimento, il <strong>racconto di casi veri</strong>, le<strong> lacrime di sofferenza dei miei clienti,</strong> le loro aspettative che hanno percorso, rendendole spesso assai corte, le mie notti, <b>condizionato la mia vita perché per tale sofferenza volevo ci fosse giustizia</b>.</p>
<p>Quello che scrivo è quindi frutto di una ricerca per individuare <strong>strumenti veramente utili di difesa</strong>, <strong>sottoporre a critica consuetudini assai fastidiose</strong>, che spesso per quieto vivere anche gli avvocati tendono a non combattere.</p>
<p>Ho deciso di <strong>denunciare certe male pratiche (come il ricorso ormai fastidioso alla <a title="Medicina difensiva: 14 miliardi all’anno di sprechi, ma…" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/medicina-difensiva-14-miliardi-allanno-di-sprechi-ma/" target="_blank">medicina difensiva</a> come causa in grado di giustificare qualsiasi provvedimento)</strong>, rifiutare definizioni non aderenti al vero, schierarmi se del caso anche contro alcuni argomenti di una giurisprudenza, diciamo così, assai temuta, alla quale sarebbe stato più comodo allinearsi.</p>
<div id="attachment_9315" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a title="" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/550319_4423353595288_1926740344_n.jpg" data-image="sp_img_link" data-align="alignleft"><img class="size-medium wp-image-9315" src="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/550319_4423353595288_1926740344_n-225x300.jpg" alt="Avv. Nicola Todeschini dopo un'udienza al Tribunale di Ancona" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Avv. Nicola Todeschini</p></div>
<p><strong>Ma se sento che qualche cosa non va non mi allineo mai</strong>, sono un terribile rompiscatole se scorgo un&#8217;ingiustizia che è tale prima di tutto perché accettata passivamente da chi invece dovrebbe reagire. Non sono un eroe, sia chiaro, ma vi garantisco che le <strong>reazioni</strong> di certi ambienti, che pretendevano ossequio, le ho provate eccome, <strong>ma non ho saputo tacere</strong>.</p>
<p>Ho poi avuto il piacere, dopo aver letto invettive anche scomposte, per certi versi adolescenziali, di leggere orientamenti della Corte di Cassazione che successivamente seguivano i miei stessi argomenti, e ho capito, per quanto i giudici della Suprema Corte non abbiano bisogno di me, che la strada era quella giusta, ma quanti dubbi, ripensamenti, notti trascorse a trovare la matrice linguistica ideale per far passare la mia idea: non una tesi irrealizzabile, ma <strong>un argomento per vincere</strong>!<br />
Perché se un testo deve servire a guidare, anche praticamente il lettore, deve essere tale, presentare proposte, certo confutabili, ma utili, e quelle descritte nell&#8217;opera che ho diretto sono le stesse che <strong>diventano argomenti nei mie atti.</strong></p>
<p>Senza <strong>passione sincera</strong> per questo argomento reggere il colpo di una simile responsabilità, che sentivo e sento ancor di più oggi, sarebbe stato impossibile, e ora che rileggo il libro sono orgoglioso del mio lavoro e di quello degli altri autori che hanno sopportato le centinaia di mia mail con le quali raffiguravo loro il mio orizzonte, perché un&#8217;opera collettanea è certamente utile in quanto rappresenti anche argomenti alternativi tra loro, certo, ma non può mai dimenticare di lasciar intravvedere un <strong>orizzonte comune.</strong></p>
<p>Ho un figlio che ha deciso di studiare diritto, a lui lo ripeto sempre, se recuperare un articolo dimenticato è errore da evitare, ma riparabile, <strong>lavorare senza passione è l&#8217;errore degli errori</strong> se si vuole lasciare un segno.<br />
Cercare, come facevo da studente, di trovare una ragione pratica a quanto studiavo allora a Trieste, è stato fondamentale, volevo capire come tutte quelle teorie, o almeno alcune di esse, potessero trovare poi pratica applicazione. Mi sono confrontato come opere del tutto teoriche, comprate solo perchè il docente ne desiderava l&#8217;acquisto e con lezioni, invece, straordinarie.</p>
<p>Quando scrissi la mia <strong>tesi di laurea, proprio in tema di Responsabilità civile dei Sanitari</strong>, con la guida del compianto Prof. Giovanni Gabrielli (che allora interruppe l&#8217;anno sabbatico per essere presente alla discussione, invitandomi a fermarmi in università) mi scontrai con tesi consuetudinarie che sentivo <strong>stridere con la mia coscienza e con la preparazione sin li acquisita</strong>. Volli allora, tenacemente, comprendere se esistessero percorsi interpretativi capaci di assecondare una <strong>piccola rivoluzione copernicana</strong> (la chiamai così allora, pensate che idealista) che portasse <strong>al centro dell&#8217;obbligazione il paziente</strong>, anche grazie ad una doverosa rivoluzione in tema di consenso informato.<br />
Ebbene <strong>quella piccola rivoluzione copernicana si è compiuta in questi venticinque anni</strong>, anche se non tutti ancora se ne sono accorti, o meglio hanno voluto prenderne atto.</p>
<p>Ricordo quando nei miei primissimi atti di citazione corredavo la mia ricostruzione in tema di <a title="Come ottenere il risarcimento del danno per la violazione del consenso informato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/come-ottenere-il-risarcimento-del-danno-per-la-violazione-del-consenso-informato/" target="_blank"><strong>risarcimento del danno da violazione del consenso</strong></a> e colleghi avversari, non esattamente ispirati, nei loro atti difensivi <strong>canzonavano le mie tesi come visionarie</strong>: ebbene <strong>quelle cause le ho vinte tutte</strong>, e a distanza di anni aver articolato la pretesa come volevo io, anche se qualcuno mi sconsigliava di farlo, ha salvato la chance di poter garantire tutela piena ai miei clienti.</p>
<p>Ma quanta <strong>fatica, dubbi enormi, attese,</strong> nella consapevolezza che per modificare un sistema ci volesse un piccolo miracolo.<br />
<strong>Ma chi non ci crede, nulla cambia</strong>, vorrei dirlo a tutti coloro che si accingono a studiare diritto: studiate, approfondite, appassionatevi a qualche cosa che tocchi le vostre corde, e poi credete nel percorso che avete in mente, perchè <strong>quando cercate strade per una miglior tutela dei diritti fondamentali non perdete mai tempo!<a title="" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_9502.jpg" data-image="sp_img_link" data-align="alignleft"><img class=" size-medium wp-image-9317 alignright" src="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_9502-225x300.jpg" alt="Avv. Nicola Todeschini" width="225" height="300" /></a></strong></p>
<p>Ecco, di questo percorso, che non finisce mai, sono orgoglioso, perché ho ricevuto molti riscontri positivi proprio dai lettori del libro, anche da magistrati dei quali ho tanta stima, ma soprattutto <strong>ho lavorato per guardare negli occhi chi si rivolge a me</strong> e rispondergli, senza mentire, che una speranza di tutela piena esiste.</p>
<p>Ricordo molti <strong>momenti di sconforto</strong>, come quando compagnie di assicurazione e lobbisti dei poteri forti tentarono di combattere il danno esistenziale, che intanto a Trieste, grazie al mitico Prof. Paolo Cendon, aveva trovato argomenti solidissimi a sostegno. Ricordo all&#8217;indomani della sentenza delle Sezioni Unite, che per molti avrebbe dovuto celebrare il funerale del danno esistenziale, che il pessimismo circolava anche tra noi, <strong>ma abbiamo reagito</strong>, senza strepiti inutili, ma con la consapevolezza di chi ha argomenti nei quali crede. Paolo Cendon aveva creato un gruppo che lo rispecchiava: capace, tenace, appassionato, un onore farne parte.</p>
<p>Un magistrato, che anni addietro si rivolse al mio studio, portando con sè il mio volume di allora, mi disse &#8220;<strong>sono qua dopo aver letto il Suo libro, finalmente una luce che percorre un&#8217;opera in una materia così importante, una luce che in altre opere, pur dotte, non ho trovato</strong>&#8220;. Ecco, anni di scrittura, e studio matto e disperatissimo, che trovano una ragione, quella che evidentemente, anche al di sopra dei miei meriti, è la risposta alla domanda &#8220;come mai l&#8217;opera non di un accademico ma di un avvocato di provincia ha avuto successo?&#8221;</p>
<p>Ma non temete, i miei piedi sono ben solidi per terra, continuo ogni giorno a studiare le grandi opere altrui, onorare i loro straordinari autori, perchè so di aver bisogno di alimentare ogni giorno la mia necessità di essere all&#8217;altezza di questo straordinario compito che è la difesa dei diritti.</p>
<p>Ma torniamo a bomba, di cosa parla il libro?<br />
Ecco <strong>l&#8217;indice</strong> sintetico, per comprendere il raggio d&#8217;azione del testo <strong><a title="Indice libro Todeschini" href="https://legacyshop.wki.it/documenti/00261877_ind.pdf?download=true" target="_blank">clicca qui</a>: </strong>troverai tutti gli argomenti, le fatiche anche degli altri autori con i quali divido le gioie del risultato finale.</p>
<h3><strong><a title="La responsabilità in medicina, di Nicola Todeschini" href="https://shop.wki.it/offerta/la-responsabilita-in-medicina-s582100/" target="_blank">Vuoi comprare il libro? Ecco la pagina di Utet</a> </strong>e non dimenticare di farmi sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto.</h3>
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		<title>Malasanità e responsabilità medica, lotta agli sprechi, la parola all&#8217;Avv. Nicola Todeschini esperto del settore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 14:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Malasanità, sanità pubblica e privata, lotta agli sprechi, gestione dei sinistri da malasanità e responsabilità medica, ruolo delle compagnie di assicurazione e tanti altri argomenti oggetto dell&#8217;intervista che vede l&#8217;Avv. Nicola Todeschini, avvocato esperto in responsabilità medica a autore per Utet, ospite della trasmissione tutto mattino, condotta da Barry Mason. Quale il ruolo della pubblica amministrazione? Quando la regione è in autoassicurazione, chi paga le carenze... </p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Malasanità</strong>, sanità pubblica e privata, lotta agli sprechi, gestione dei sinistri da malasanità e responsabilità medica, ruolo delle compagnie di assicurazione e tanti altri argomenti oggetto dell&#8217;intervista che vede l&#8217;Avv. Nicola Todeschini, avvocato esperto in responsabilità medica a autore per Utet, ospite della trasmissione tutto mattino, condotta da Barry Mason.<br />
Quale il ruolo della pubblica amministrazione?<br />
Quando la regione è in autoassicurazione, chi paga le carenze organizzative, le speculazioni liquidatorie?<br />
E la <strong>Corte dei Conti</strong>, può intervenire quando si profila un <strong>danno erariale</strong>?</p>
<p>Segui con noi la puntata e facci sapere cosa ne pensi!</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/gPcPCe_mz_I?start=7301" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Responsabilità medica, diritto al lavoro, reddito di cittadinanza, tutela degli animali e tragedia della Marmolada</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 08:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità della struttura ospedaliera]]></category>
		<category><![CDATA[Riparazione dei torti]]></category>
		<category><![CDATA[Risarcimento per immissioni rumorose]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Educazione dei figli, reddito di cittadinanza, immissioni rumorose, abbaiare fastidioso del cane, discoteche disturbanti, tutela dei diritti degli animali -anche- dai fuochi d&#8217;artificio, responsabilità medica della struttura che lascia che il paziente abbandoni imprudentemente il pronto soccorso senza sorveglianza, responsabilità della pubblica amministrazione per eventi catastrofali in montagna e al mare, di questo e di altro abbiamo parlato, sottovoce, nella trasmissione di Telenordest condotta da... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-medica-diritto-al-lavoro-reddito-di-cittadinanza-tutela-degli-animali-responsabilita-in-montagna/">Leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Educazione dei figli, reddito di cittadinanza, immissioni rumorose, abbaiare fastidioso del cane, discoteche disturbanti, tutela dei diritti degli animali -anche- dai fuochi d&#8217;artificio, responsabilità medica della struttura che lascia che il paziente abbandoni imprudentemente il pronto soccorso senza sorveglianza, responsabilità della pubblica amministrazione per eventi catastrofali in montagna e al mare, di questo e di altro abbiamo parlato, sottovoce, nella trasmissione di Telenordest condotta da Barry Mason.</p>
<p>Un paziente anziano può sfuggire al controllo del Pronto Soccorso dopo un trauma cranico di notte senza nemmeno sia dato il tempo ai famigliari per raggiungerlo?</p>
<p>Tragedia della marmolada: c&#8217;è spazio per una responsabilità civile?</p>
<p>I fuochi d&#8217;artificio sono un diritto in grado di comprimere quello degli animali a sopravvivere?</p>
<p>Ascoltaci e facci sapere cosa ne pensi!</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/rq-iaFDnKUE?start=7880" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Vaccino covid indennizzo e risarcimento del danno</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 16:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riparazione dei torti]]></category>
		<category><![CDATA[Risarcimento per consenso informato negato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non mi vaccino perché poi lo Stato non paga se subisco conseguenze! Lo dice anche il consenso informato! Quante volte lo abbiamo letto in sfoghi non meglio precisati sui social network al tempo del Covid. Costituzionalisti improvvisati che passano dal manuale delle giovani marmotte all&#8217;art. 32 della Costituzione giurano che il vaccino -quasi- obbligatorio sia incostituzionale o, come preferiscono scrivere, &#8220;anticostituzionale&#8221; eh si perchè sino a... </p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Non mi vaccino perché poi lo Stato non paga se subisco conseguenze! </strong></em><br />
<em><strong>Lo dice anche il consenso informato!</strong></em></p>
<p>Quante volte lo abbiamo letto in sfoghi non meglio precisati sui social network al tempo del Covid.</p>
<p>Costituzionalisti improvvisati che passano dal manuale delle giovani marmotte all&#8217;art. 32 della Costituzione giurano che il vaccino -quasi- obbligatorio sia incostituzionale o, come preferiscono scrivere, &#8220;anticostituzionale&#8221; eh si perchè sino a ieri si occupavano di antincendio, anticoncezionali, antiruggine e ora dopo aver allenato virtualmente la nazionale di calcio si sono autocertificati virologi, costituzionalisti e oncologi in un solo clic.</p>
<p>Invocano meme che inneggiano a <strong>diritti tiranni</strong> (ma non sanno che cosa voglia dire), concludono ogni loro disperata prospettazione con un sano &#8220;<strong>ma io sono libero di fare ciò che voglio</strong>&#8220;, pretendono che il diritto prescelto, che scoprono su Dazn essere ospitato dalla Costituzione, sia il diritto primo, quelle che per comodo loro vince anche sugli altri di pari rango (ma già a parlar di rango pretendono che tu debba &#8220;parlare come mangi&#8221;).</p>
<p><strong>La paura, di quella si  che ho rispetto: vi perdono in nome della paura</strong>, perchè la paura avete diritto a provarla (come me) ed urlarla ai quattro venti, perchè <strong>lo Stato non è -stato- in grado di informarvi e proteggervi per tempo</strong>.</p>
<p><strong>La stampa, sull&#8217;orlo di una crisi di nervi</strong>, oltre che di ascolti, ha trovato -come i virologi- una seconda chance e, con loro, ha vissuto e vive una seconda stagione di gloria, ben accompagnata da <strong>certa politica</strong>.</p>
<p>Ma passata la paura, vi prego, ora ragionate e poi, dopo ver avuto informazioni almeno dignitose, formate il vostro convincimento che solo allora sarà rispettabile, seppur ancora battente un NO- qualche cosa. Ma prima fermatevi e informatevi, così da argomentare il vostro NO, o SI con dignità.</p>
<p><strong>Cominciamo dalla Costituzione</strong>: lasciatela in pace, anche l&#8217;obbligo vaccinale non tradisce il primato della persona purché fondato sulla necessità di tutelare la collettività, partendo dai più deboli.<br />
Lasciate in pace la Costituzione perchè <strong>riconosce libertà ma parimenti pretende responsabilità indicando nella solidarietà, e non nell&#8217;egoismo, il fondamento della convivenza sociale</strong>.<br />
Lasciate in pace la Costituzione perchè non concepisci diritti tiranni: semmai descrive diritti, se preferite libertà, che godono di un rango privilegiato ma che, quando sono in conflitto tra loro (la stessa libertà manifestata da cittadini diversi, o diverse libertà di pari copertura costituzionale) hanno bisogno di bilanciarsi.<br />
E non vince quella che fa comodo a voi, ma ciascuna incontra il limite della pari forza dell&#8217;altra.<br />
Non illudetevi che si tratti di diritti senza limiti, perchè non esistono, semmai i <strong>limiti sono intrinseci al diritto</strong>: la mia libertà di manifestare il pensiero non è assoluta, seppur protetta dalla costituzione, perchè incontra un limite nella pari libertà altrui, nella dignità altrui.<br />
E così la libertà di andare dove mi pare non mi consente di limitare la vostra, e se veramente potessi andare dove mi pare senza limiti inevitabilmente limiterei la libertà altrui.</p>
<p>Pensiamo poi al <a title="Come ottenere il risarcimento del danno per la violazione del consenso informato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/come-ottenere-il-risarcimento-del-danno-per-la-violazione-del-consenso-informato/" target="_blank"><strong>consenso informato</strong></a>, studiando il quale ho trascorso più di vent&#8217;anni: non è vero che firmando un foglio più o meno incomprensibile ho delegato il potere di vita e di morte ad un medico che, se sbaglia, non mi risarcirà. E&#8217; vero semmai il contrario: pagherà sia se non mi ha informato correttamente, sia se nell&#8217;inoculare il vaccino ha operato con colpa (violando quindi regole di prudenza, attenzione, competenza tecnica).<br />
Semmai è stato previsto uno scudo -solo- penale che salva il medico dal procedimento penale, nulla a che fare con il risarcimento.</p>
<p>Terzo ed ultimo: dal 1992 quanto meno si indennizzano i <strong>danni da eventi avversi</strong> provocati dalle vaccinazioni obbligatorie, non è una novità.</p>
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Obiezione: ma il vaccino non è -ancora- obbligatorio per tutti!<br />
Si è vero ma la Corte Costituzionale ha già fatto intendere che la norma è incostituzionale nella misura in cui non consente che <strong>la regola (diritto all&#8217;indennizzo) si applichi anche ai vaccini raccomandati,</strong> e tra questi certo c&#8217;è quello che qualcuno chiama, in spregio, &#8220;siero&#8221;, che è il vaccino raccomandato per eccellenza.<br />
Di recente, inoltre, proprio per evitare la fatica di interpellare di nuovo la Corte Costituzionale, il decreto legge del 27 gennaio 2022 ha introdotto la modifica necessaria.<br />
Ma non finisce qui: quanto detto vale per l&#8217;indennizzo e di fatto consente, con una certa facilità, di avere diritto ad una somma forfetaria. Ma <strong>provando la responsabilità del medico e/o dello Stato si può chiedere anche il risarcimento</strong> integrale del danno, ben di più dell&#8217;indennizzo.<br />
<strong>Valgono insomma le solite regole, non c&#8217;è alcuna sordida trama per inocularci il grafene e farla franca.</strong></p>
<p>Questo significa che non va riconosciuto il diritto di avere un&#8217;opinione diversa?</p>
<p>No! Significa che per averla, un opinione, gli argomenti devono fondarsi sul vero e questo mio modesto contributo mi auguro possa essere di aiuto.</p>
<p>Ecco di seguito la mia <strong>intervista a Radio Caffè</strong>, durante la quale rispondo alle domande di Barry Mason proprio su questi argomenti: si tratta di due minuti, magari utili a dire di NO, se del caso, ma con un po&#8217;, almeno mi auguro, di consapevolezza in più.</p>
<p>Attendo poi come sempre i vostri commenti!</p>
<p><iframe src="https://app.box.com/embed/s/p7ivjjvy700rhwsdtr6f019eveco0xig?sortColumn=date&amp;view=list" width="500" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Storie ordinarie di malasanità, il nuovo progetto editoriale di Nicola Todeschini</title>
		<link>https://www.studiolegaletodeschini.it/storie-ordinarie-di-malasanita-il-nuovo-progetto-editoriale-di-nicola-todeschini/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 07:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Riparazione dei torti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho dedicato alla responsabilità medica, dai massmedia appellata malasanità, più di vent&#8217;anni della mia vita. Non contro qualcuno, ma in favore di una rinnovata e consapevole alleanza terapeutica e dei diritti del paziente. Del resto per tutelare un diritto e promuovere buone pratiche, studiare i rimedi per il danno arrecato da chi non rispetta regole di conoscenza e prudenza non è necessario essere contro qualcuno,... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/storie-ordinarie-di-malasanita-il-nuovo-progetto-editoriale-di-nicola-todeschini/">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a title="Chi è Nicola Todeschini" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/avv-nicola-todeschini/" target="_blank">Ho dedicato alla responsabilità medica, dai massmedia appellata malasanità, più di vent&#8217;anni della mia vita. </a></p>
<p align="JUSTIFY">Non contro qualcuno, ma in favore di una rinnovata e consapevole alleanza terapeutica e dei diritti del paziente.</p>
<p align="JUSTIFY">Del resto per tutelare un diritto e promuovere buone pratiche, studiare i rimedi per il danno arrecato da chi non rispetta regole di conoscenza e prudenza non è necessario essere contro qualcuno, contro qualcosa. Solo una logica bieca e paternalista ha la necessità d&#8217;individuare sempre un nemico, io preferisco un amico: il diritto alla riparazione dei torti.</p>
<p align="JUSTIFY">Dalla tesi di laurea con il compianto Prof. Gabrielli a Trieste non ho mai smesso di ricercare, approfondire, ascoltare, poi ho incontrato il Prof. Paolo Cendon e contribuito a Persona e Danno, la rivista dei diritti delle persone.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><a title="Malasanità: come difendo il malato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/malasanita-come-difendo-il-malato/" target="_blank">Quante storie mi avete raccontato</a>, quanto dolore</strong>, speranze, storie di abissi e rinascite.</p>
<p align="JUSTIFY">Ogni delusione, aspettativa di giustizia, mi hanno accompagnato giorno e notte, ho tentato ad un tratto di allontanarle, di vestire panni -non miei- che potessero tenerle lontane, ma non ci sono riuscito perché l&#8217;unico modo che conosco per difendere un diritto è quello di viverlo intensamente; non è un merito, ma un bisogno, quindi non attendo applausi ma rispetto.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questo interesse profondo per la vita dei diritti del paziente, originata anche da un fatto di responsabilità medica che mi vide vittima, ma mai denunciato, è nata una professione orientata esclusivamente alla riparazione dei torti. La responsabilità è diventata un tempio da visitare con rispetto ma da conoscere con devozione, perché esplorarne il significato, gli strumenti, contrastarne gli abusi e le consuetudini, per me significava essere pronto a fare la mia parte.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Non mi sono mai accontentato di lavorare sull&#8217;errore altrui,</strong> come spesso fa il professionista che si occupa di responsabilità civile in genere, volevo che l&#8217;argomento diventasse mio, che lo studio continuo potesse dare origine a nuovi percorsi, rispondere alle domande di tutela che vedevo denigrate, abbandonate.</p>
<p align="JUSTIFY">Già all&#8217;università, scrivendo la tesi di laurea, discutevo di <strong>rivoluzione copernicana</strong> necessaria per ribaltare l&#8217;equilibrio fittizio e costituzionalmente controverso che esisteva tra medico e paziente. Lo studio appassionato del tema del consenso informato mi ha portato a intravedere una strada alternativa, costituzionalmente protetta, che consentisse al paziente di interpretare il ruolo di protagonista della cura e, allo stesso tempo, al medico di valorizzare il ruolo di prezioso consulente.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Quante battaglie però per ottenere i risultati odierni.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">I miei studi all&#8217;inizio apparivano pionieristici ai pratici del diritto, ed interessavano al più i teorici. La professione da subito mi ha fatto intendere che le tesi dottrinali ispirate nascevano in contesti assai lontani dalla pratica, spesso accademici, e al più potevano consentire di scaldare il cuore alla platea, raramente avrebbero potuto divenire strumento di concreta difesa.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Non potevo accontentarmi</strong> nemmeno di questo risultato.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><a title="Responsabilità medica: in libreria la nuova guida alla riforma curata dall’Avv. Nicola Todeschini per Utet" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-medica-in-libreria-la-nuova-guida-alla-riforma-curata-dallavv-nicola-todeschini-per-utet/" target="_blank">Volevo fortemente che lo studio diventasse strumento di difesa</a></strong>, che la voce del diritto del paziente potesse essere forte, lineare, scevra da ambizione scenografica e fortemente ancorata alla regole. Certo, per farlo era necessario abbattere consuetudini, avere una sola parola, non indulgere alla difesa degli uni e degli altri dimenticando, nel salto di barricata, i diritti, il diritto. Pretendevo, e in questo senso ero definito un sognatore, che la <a title="Perché non difendo le compagnie di assicurazione" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/perche-non-difendo-le-compagnie-di-assicurazione/" target="_blank">coerenza dovesse dominare anche le scelte del difensore</a>, che non fosse possibile scrivere pagine ispirate sulla tutela dei diritti e poi negarle per sottomettersi alle necessità del successivo cliente.</p>
<p align="JUSTIFY">Una linea, un fine, bisogno di coerenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma anche questa scelta dava e da ancor oggi fastidio perché qualcuno erroneamente la ritiene figlia di un&#8217;utopia, di donchisciottesca memoria, contenete un giudizio di merito negativo per l&#8217;idea, assai diffusa, che un difensore possa oggi difendere il malato e domani il medico dando della regola una lettura anche diametralmente opposta e non coerente. Esiste invece la possibilità concreta d&#8217;individuare modalità d&#8217;interpretazione delle regole che assecondino esigenze di tutela, del paziente, e di rispetto del ruolo del medico.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma la regola esisteva anche allora, <strong>mancavano però le sensibilità per interpretarla correttamente</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">Come per il <strong>danno esistenziale</strong>, alla cui affermazione mi sono impegnato grazie al mentore Prof. Paolo Cendon e la rivista Persona e Danno, nella quale mi pregio di scrivere, così per l&#8217;alleanza terapeutica, per la selezione dei pregiudizi, per l&#8217;affermazione dell&#8217;effettiva tutela del diritto del paziente all&#8217;<a title="Consenso informato: quando il paziente va comunque risarcito" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/consenso-informato-quando-il-paziente-va-comunque-risarcito/" target="_blank">autodeterminazione consapevole</a> la strada da tracciare aveva bisogno di coerenza, approfondimento, ascolto delle storie di violazione dei diritti, d&#8217;ispirazione, oserei dire.</p>
<p align="JUSTIFY">Per queste ragioni lo studio del rapporto medico paziente iniziato con la tesi di laurea non è mai cessato, anzi nel tempo è cresciuto, maturato, ha incontrato le necessità della pratica, le ambizioni della tutela, e proprio nella ricerca della coerenza tra principi e tutela pratica che i miei ultimi vent&#8217;anni sono volati via.</p>
<p align="JUSTIFY">Ora, dopo aver scritto saggi, <a title="Responsabilità medica: in libreria la nuova guida alla riforma curata dall’Avv. Nicola Todeschini per Utet" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-medica-in-libreria-la-nuova-guida-alla-riforma-curata-dallavv-nicola-todeschini-per-utet/" target="_blank">libri</a> per addetti ai lavori mettendo alla prova le mie tesi, <strong>sento il bisogno di raccontare le storie piene di umanità</strong> che sono state raccontate a me, di spendere le lacrime di chi ha sofferto in un percorso, se volete, catartico, di purificazione che dimostri come teoria e pratica possono trovare conforto, coerente, nell&#8217;ispirazione, nell&#8217;ascolto.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho deciso di intitolare il mio nuovo lavoro &#8220;<strong>Storie ordinarie di malasanità</strong>&#8220;, vi condurrò per mano attraverso la vita di queste persone, facendovi scoprire il coraggio necessario per reagire, i malcostumi liquidatori, l&#8217;atteggiamento a volte inqualificabile di chi gestisce i sinistri, le ingiustizie anche giudiziarie, seppur rare, il bisogno viscerale di giustizia che ci ha accompagnato sino al risultato finale.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ma anche questa ricerca ha un prezzo, che però sono fiero di scontare.</strong></p>
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		<title>Morte di Michele Merlo, è malasanità? L&#8217;intervista all&#8217;Avv. Nicola Todeschini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 07:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità della struttura ospedaliera]]></category>
		<category><![CDATA[Risarcimento per errore medico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questi giorni i congiunti di Michele Merlo si chiedono se la morte del giovane sia attribuibile ad un errore medico, la c.d. malasanità, e solo gli accertamenti che seguiranno potranno chiarire se esiste nesso di causa tra le condotte ed  omissioni e la morte. Ogni vertenza in materia di malasanità abbisogna di un percorso di indagine assai chiaro e lineare, soprattutto di un approccio... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/morte-di-michele-merlo-e-malasanita-lintervista-allavv-nicola-todeschini/">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni i congiunti di Michele Merlo si chiedono se la morte del giovane sia attribuibile ad un errore medico, la c.d. <a title="Malasanità e tutela del malato: tre falsi miti" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/malasanita-e-tutela-del-malato-tre-falsi-miti/" target="_blank">malasanità</a>, e solo gli accertamenti che seguiranno potranno chiarire se esiste nesso di causa tra le condotte ed  omissioni e la morte.</p>
<p>Ogni vertenza in materia di malasanità abbisogna di un percorso di indagine assai chiaro e lineare, soprattutto di un <a title="Malasanità: come difendo il malato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/malasanita-come-difendo-il-malato/" target="_blank">approccio scientificamente apprezzabile</a>, sono da rifuggire le iniziative di pancia, le accuse non verificate e strampalate sia nel rispetto dei professionisti coinvolti che della necessità di evitare inutili spese.</p>
<p>Come abbiamo spiegato in questo <a title="Malasanità: come difendo il malato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/malasanita-come-difendo-il-malato/" target="_blank">post</a> le storie di malasanità vanno affrontate quindi con un metodo rodato, serio, che conduca alla formalizzazione di una diffida solo dopo un approfondimento medico legale affidato ad esperti in convenzione. Non suggeriamo mai di formulare denunce al buio, ed anzi il percorso dell&#8217;accertamento della <a title="Come cambia la responsabilità penale del medico?" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/come-cambia-la-responsabilita-penale-del-medico/" target="_blank">responsabilità penale</a> lo sconsigliamo salvi casi eccezionali.</p>
<a class="banner-image" href="/consulenza/" target="_self"><img src="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2015/03/banner1.jpg"></a>

<p>Ma torniamo al caso di Michele Merlo: la domanda, che Barry Mason rivolge all&#8217;Avv. Nicola Todeschini per RadioCaffè è se casi simili si ripetano e quali siano le contromisure adeguate, ecco qui la mia risposta, ascoltala in due minuti:<br />
<a href="https://app.box.com/s/lr7s956fgselwe8bozaebmlw4d92aeo1" target="_blank">https://app.box.com/s/lr7s956fgselwe8bozaebmlw4d92aeo1</a></p>
<p><a title="Pubblicazioni" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/pubblicazioni/" target="_blank">L&#8217;esperienza ultra ventennale</a> in materia mi consente di affermare che <a title="Pordenone: dimissioni imprudenti, bambino resta invalido." href="https://www.studiolegaletodeschini.it/pordenone-dimissioni-imprudenti-bambino-resta-invalido/" target="_blank">l&#8217;imprudenza</a> è l&#8217;accusa che, alla prova della verifica anche peritale, risulta maggiormente riconosciuta nei casi di malasanità: dalle dimissioni intempestive, al rinvio a controllo successivo in un tempo assai lontano, alla sottovalutazione della sintomatologia (ipotesi al vaglio per il caso Merlo), lo studio medico legale del caso consente di fare accertare se la condotta superi il vaglio della miglior letteratura, delle linee guida e della pratiche acclarate dalla comunità scientifica o se la sottovalutazione dei sintomi non abbia consentito di sospettare un&#8217;evoluzione in peius.</p>
<p>Se all&#8217;esito della suggerita valutazione medico legale emerge un nesso di causa con la morte è possibile quindi invocare il <a title="Rassegna stampa" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/rassegna-stampa/" target="_blank">risarcimento</a> integrale del danno patito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vaccino e responsabilità medica serve uno scudo per i medici?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 17:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Responsabilità del medico dipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questi tempi bui, dove regna confusione, complottismo, comprensibile timore, dove le testate si fronteggiano a suon di tag e parole chiave rubandosi a vicenda &#8220;vaccino&#8221;, &#8220;reazioni avverse&#8221;, in un turbine di voluta confusione, mi viene chiesto, in tre minuti, di rispondere ad alcune domane, in modo molto discorsivo ed utile ai più, proprio in materia di responsabilità medica e vaccino. La sospensione cautelativa del vaccino... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/vaccino-e-responsabilita-medica-serve-uno-scudo-per-i-medici/">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi tempi bui, dove regna confusione, complottismo, comprensibile timore, dove le testate si fronteggiano a suon di tag e parole chiave rubandosi a vicenda <strong>&#8220;vaccino&#8221;, &#8220;reazioni avverse&#8221;</strong>, in un turbine di voluta confusione, mi viene chiesto, in tre minuti, di rispondere ad alcune domane, in modo molto discorsivo ed utile ai più, proprio in materia di responsabilità medica e vaccino.</p>
<p>La sospensione cautelativa del vaccino Astrazeneca, il timore diffuso, sia consentita la licenza, come un virus, che le reazioni avverse imprudentemente date in pasto all&#8217;opinione pubblica siano reali, e che quindi la sospensione di Astrzeneca nasconda la consapevolezza della sua scarsa sperimentazione, generano il panico, e del panico si nutre la <strong>disinformazione della quale sono vittime tutti, anche i professionisti e quindi pure i medici</strong>.</p>
<p>Ad ogni piè sospinto la categoria, sin troppo presa in giro proprio da chi prometteva impunità ma ha invece riformato la materia, sotto il profilo penale, in senso chiaramente inverso, chiede ulteriori scudi, impunità vera, terrorizzata dalla possibilità di divenire capro espiatorio dell&#8217;<a title="Coronavirus: le nuove responsabilità  di case di cura, RSA, cliniche ed ospedali" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/coronavirus-le-nuove-responsabilita-di-case-di-cura-rsa-cliniche-ed-ospedali/">impreparazione che lo Stato ha dimostrato </a>dinanzi ad un rischio ampiamente annunciato.</p>
<p><strong>E i medici non meritano di essere vittime dell&#8217;inerzia dello Stato, ma nemmeno della disinformazione.</strong></p>
<p>Proprio nel giorno in cui l&#8217;On. Gelli racconta che lo scudo richiesto dai medici per essere salvati dal rischio d&#8217;essere bersaglio della reazione del cittadino dinanzi alle potenziali reazioni avverse del vaccino sarebbe già nella <a title="Come cambia la responsabilità penale del medico?" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/come-cambia-la-responsabilita-penale-del-medico/"><strong>riforma Gelli Bianco</strong>, ampiamente criticata anche da chi scrive</a>, e si dimentica di raccontare che la <strong>sua riforma ha invece aggravato il rischio, per il medico</strong>, di essere vittima di un processo penale, molti medici <a title="Coronavirus e depenalizzazione della colpa medica" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/coronavirus-e-depenalizzazione-della-colpa-medica/">invocano uno scudo su misura</a>, non sanno cosa pensare, sono abituati a sentirsi vittime anche quando non lo sono e a non reagire invece, ahinoi, contro chi racconta loro frottole.</p>
<p>In questo clima confuso la mia breve intervista, un semplice flash sulla responsabilità medica da vaccinazione anticovid, senza pretesa certo di aver esaurito l&#8217;argomento, assai delicato, anzi.</p>
<p>L&#8217;occasione è però ghiotta per ricordare che non è merito della Gelli Bianco se il medico oggi può stare sereno circa la responsabilità da vaccinazione, semmai è vero il contrario.</p>
<p><strong><a title="Responsabilità medica: in libreria la nuova guida alla riforma curata dall’Avv. Nicola Todeschini per Utet" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-medica-in-libreria-la-nuova-guida-alla-riforma-curata-dallavv-nicola-todeschini-per-utet/">La mia guida operativa alla responsabilità medica, edita da Utet, è occasione per averne dimostrazione.</a> </strong></p>
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<p>Che si apra un procedimento penale è possibile, che si giunga ad una condanna assai improbabile, salvo che la procura non dimostri che il vaccino è stato inoculato in violazione delle buone pratiche acclarate dalla comunità scientifica e in primis dalle linee guida (che spesso non esistono, non sono vere linee guida, o sono immaginate per contenere i costi).</p>
<p>Ma pretendere che non si apra nemmeno un procedimento penale (non un processo, attenzione!) utile ad approfondire le condotte è cosa diversa da chiedere di essere rispettati allorché lo Stato disponga, in una condizione di emergenza, di provvedere alla vaccinazione di massa sulla scorta di un consenso informato coordinato e nell&#8217;aspettativa che il piano vaccinale contenga la mortalità da Covid.</p>
<p><a href="https://app.box.com/s/p7ivjjvy700rhwsdtr6f019eveco0xig" target="_blank">Ecco le mie brevi note nell&#8217;intervista rilasciata a Radio Caffè condotta dal noto Barry Mason</a>:</p>
<p><iframe src="https://app.box.com/embed/s/p7ivjjvy700rhwsdtr6f019eveco0xig?sortColumn=date&amp;view=list" width="500" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Mestre: condannato il dentista a risarcire il danno anche per violazione del consenso informato</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 13:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità del chirurgo estetico e dell'odontoiatria]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Riparazione dei torti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Assistita da un altro avvocato aveva chiamato in giudizio il suo dentista per sentirlo condannare al risarcimento del danno cagionato dalle errate cura ma il Tribunale di Venezia aveva respinto la domanda senza nemmeno far eseguire la consulenza medico legale per accertare la congruità delle cure e l&#8217;entità del danno. Al danno si era aggiunta quindi la beffa: il pagamento delle spese processuali in favore... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/mestre-condannato-il-dentista-a-risarcire-il-danno-anche-per-violazione-del-consenso-informato/">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Assistita da un altro avvocato aveva chiamato in giudizio il suo dentista per sentirlo condannare al risarcimento del danno cagionato dalle errate cura ma il <strong>Tribunale di Venezia aveva respinto</strong> la domanda senza nemmeno far eseguire la consulenza medico legale per accertare la congruità delle cure e l&#8217;entità del danno.</p>
<p>Al danno si era aggiunta quindi la beffa: il pagamento delle spese processuali in favore del dentista!</p>
<p>Non si è data per vinta e si è rivolta allo studio dell&#8217;Avv. Nicola Todeschini per avere un parere sulla possibilità di appellare la sentenza e si è quindi determinata ad avere giustizia.</p>
<p>Su istanza motivata dell&#8217;<strong>Avv. Nicola Todeschini la Corte d&#8217;Appello di Venezia ha sospeso la provvisoria esecuzione</strong> della pronuncia di primo grado e così la paziente ha potuto interrompere il pagamento delle spese legali di primo grado.</p>
<p>Disposta la consulenza d&#8217;ufficio la Corte ha potuto accertare non solo che le cure, come sostenuto dall&#8217;Avv. Nicola Todeschini, forte del parere dei propri consulenti, fossero errate ma che fosse stato anche violato il diritto della paziente ad autodeterminarsi alle cure in modo consapevole, altro che consenso informato.</p>
<a class="banner-image" href="/consulenza/" target="_self"><img src="https://www.studiolegaletodeschini.it/wp-content/uploads/2015/03/banner1.jpg"></a>

<p><strong>La Corte d&#8217;Appello ha quindi condannato il dentista e la compagnia di assicurazione a risarcire integralmente</strong> il danno comprese tutte le spese di assistenza medico legale e legali di primo e secondo grado, tanto da poterle fare affermare, finalmente, che giustizia è stata fatta!</p>
<p>Ma non solo: La Corte d&#8217;Appello ha anche accolta la richiesta, avanzata dall&#8217;Avv. Nicola Todeschini, di <a title="Come ottenere il risarcimento del danno per la violazione del consenso informato" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/come-ottenere-il-risarcimento-del-danno-per-la-violazione-del-consenso-informato/" target="_blank"><strong>risarcimento del danno per la difettosa informazione</strong></a> ricevuta in violazione del principio del consenso informato. Si tratta di una materia complessa, particolarmente approfondita dall&#8217;Avv. Nicola Todeschini nelle sue <a href="https://www.studiolegaletodeschini.it/pubblicazioni/" target="_blank">numerose pubblicazioni</a> e, da ultimo, affrontata nel suo <a title="Responsabilità medica: in libreria la nuova guida alla riforma curata dall’Avv. Nicola Todeschini per Utet" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-medica-in-libreria-la-nuova-guida-alla-riforma-curata-dallavv-nicola-todeschini-per-utet/" target="_blank">volume, edito da Utet, la Responsabilità medica, una guida accurata alla riforma della responsabilità medica.</a></p>
<p>Consulta <a title="Consenso informato: quando il paziente va comunque risarcito" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/consenso-informato-quando-il-paziente-va-comunque-risarcito/" target="_blank"><strong>guida per conseguire il risarcimento del danno subito per malasanità.</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Responsabilità del commercialista: risarcito il cliente</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 09:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avv. Nicola Todeschini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenza contrattualistica]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Riparazione dei torti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.studiolegaletodeschini.it/?p=9181</guid>
		<description><![CDATA[<p>Aveva redatto una serie di contratti senza fare attenzione alle date e al coordinamento delle clausole e, all&#8217;atto della sottoscrizione, non aveva controllato che la fideiussione corrispondesse a quella pattuita. Questa in sintesi l&#8217;accusa che il cliente aveva rivolto al commercialista lamentano di aver patito conseguentemente un importante danno. E&#8217; stato quindi necessario per il cliente del commercialista affidarsi alla cure di un avvocato e... </p>
<p><a class="readmore" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-del-commercialista-risarcito-il-cliente/">Leggi tutto</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.studiolegaletodeschini.it/responsabilita-del-commercialista-risarcito-il-cliente/">Responsabilità del commercialista: risarcito il cliente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.studiolegaletodeschini.it">Studio Legale Todeschini</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva redatto una serie di contratti senza fare attenzione alle date e al coordinamento delle clausole e, all&#8217;atto della sottoscrizione, non aveva controllato che la fideiussione corrispondesse a quella pattuita. Questa in sintesi l&#8217;accusa che il cliente aveva rivolto al commercialista lamentano di aver patito conseguentemente un importante danno.<br />
E&#8217; stato quindi necessario per il cliente del commercialista affidarsi alla cure di un avvocato e chiedere la tutela del Tribunale di Treviso.</p>
<p>Tuttavia, nel corso del processo civile, nel quale era stata coinvolta anche la compagnia di assicurazione è giunto un accordo, come racconta il Gazzettino di Treviso (a firma di Angela Pederiva):</p>
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<p><em>Quote in cambio di case. Era questo l’accordo pattuito dieci anni fa nell’ambito di un’operazione di compravendita a Conegliano: la cessione di una società a responsabilità limitata sarebbe stata ricompensata con due unità abitative. Invece non se n’è più fatto nulla, a causa degli errori commessi da un commercialista incaricato di curare la pratica, il quale è sta- to così citato a giudizio per re- sponsabilità professionale da- vanti al Tribunale di Treviso, finché la causa è stata definita con il pagamento di oltre 400.000 euro da parte della sua compagnia assicurativa.</em></p>
<p><em>L’INCARICO</em></p>
<p><em>Tutto comincia nel 2010, quando il professionista cone</em><em>glianese riceve l’incarico di seguire l’affare, che però non va in porto e sfocia nell’inadempienza. Il cliente va a fondo della questione e scopre che il commercialista ha commesso degli errori determinanti: in particolare non ha coordinato le date apposte in alcuni dei contratti da lui stesso predisposti e, al momento della sottoscrizione, non ha verificato che le garanzie richieste fossero effettivamente quelle promesse. Perciò il danneggiato contesta la responsabilità dell’accaduto al professionista, il quale inizialmente si rende disponibile a sollecitare la propria compagnia di assicurazione. Quest’ultima però nicchia e così il cliente si rivolge all’avvocato Nicola Todeschini, che avvia la causa civile per il ristoro del danno patito.</em></p>
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<p><em>LA BATTAGLIA</em></p>
<p><em>Inizia così una serrata battaglia giudiziaria in Tribunale a Treviso, in cui viene coinvolta anche l’assicurazione. Nel corso delle udienze vengono sentiti i testimoni. Proprio le perso- ne informate sui fatti smenti- scono la versione difensiva del commercialista, il quale arriva perfino a dire di non riconosce- re la stampa del diario tratta dal programma gestionale del proprio studio. A quel punto la compagnia assicurativa capisce che il suo cliente ha effettivamente commesso degli sbagli e che vale la pena di cercare un accordo stragiudiziale.</em></p>
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<p><em>IL RISARCIMENTO</em></p>
<p><em>Non senza fatica, le parti raggiungono così un’intesa su un risarcimento che supera i 400.000 euro, in buona parte sostenuti proprio dall’assicurazione. Dopo un decennio, si conclude la vicenda. Ma resta una riflessione: «Le vertenza di responsabilità professionale so- no sempre molto complesse e delicate – osserva l’avvocato Todeschini – e spesso condizionate dal ruolo delle compagnie di assicurazione e dalla scarsa dimestichezza che anche i professionisti dimostrano di avere con i princìpi che regolano la propria responsabilità».</em></p>
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