Charlie Ebdo e la libertà di manifestazione del pensiero
Avv. Nicola Todeschini Riparazione dei torti
Il Papa ha affermato, commentando il caso Charlie Ebdo, che non si può deridere la fede, ma che uccidere in nome di Dio è un’aberrazione. La dichiarazione è stata riportata, tra gli altri, dal Fatto Quotidiano.
E sulla libertà di manifestazione del pensiero ha dichiarato:
“La libertà di espressione ha il limite di non offendere nessuno”
Non è affermato da un giurista, ma ritengo sia la perfetta interpretazione del diritto alla manifestazione del pensiero che, come noto, non è vero sia sciolto da qualsiasi limite, ma incontra soprattutto quello rappresentato dal diritto, di pari grado, alla difesa della dignità altrui.
Posso, in altri termini, criticare l’opinione di chiunque, ma per farlo, e non incorrere in reazioni (quelle dettate, ben inteso, delle regole), debbo esprimermi senza offendere inutilmente la dignità altrui.
Ed è pacifico che non esista alcuna opinione, seppur contraria ed anche assai pepata, che non possa essere manifestata con decisione ma eleganza, con fermezza ma senza offendere la dignità altrui.
A casa mia si chiama buona educazione, e l’ho appresa prima di iniziare il mio percorso di studi.
La vera differenza, se volte culturale, esistente anche nei diversi estremismi religiosi, consiste nella reazione a ciò che si ritenga offensivo: chi, come il Papa, invita semplicemente a non offendere reagendo quindi solo con la manifestazione corretta di un pensiero diverso e chi, come gli estremisti dell’ISIS -e purtroppo non solo loro se alcune reazioni delle comunità islamiche anche residenti in Italia sono state riportate in modo corretto- reagisce alla ritenuta offesa uccidendo.
Piuttosto che fare del falso buonismo io suggerirei di chiedersi come mai, in alcune culture, trovino albergo estremismi che non esitano ad utilizzare la violenza, perché rispondendo a questa domanda forse riusciremmo a trovare la chiave di volta per calibrare le esigenze d’integrazione con la necessità di evitare l’accoglimento cieco e la subordinazione della nostra civiltà a quella, vigliacca ed intollerabile, dell’estremismo violento.
Anche di questo parleremo domani mattina alle 10.30 su Radio Padova nel corso della rubrica che come sapete è qui ospitata.