La responsabilità in medicina di Nicola Todeschini
Avv. Nicola Todeschini Malasanità
La responsabilità in medicina di Nicola Todeschini
E’ disponibile la quarta edizione dell’opera dell’Avv. Nicola Todeschini, per Utet.
L’opera giunge alla sua quarta edizione, riveduta e corretta, dopo che le novelle hanno trovato finalmente applicazione, seppur ancora incerta e bisognosa di indirizzo, e si profilano all’orizzonte nuove proposte di riforma. La responsabilità sanitaria è invero, da almeno un trentennio, il laboratorio nel quale il diritto civile sperimenta sé stesso: la causalità, l’onere della prova, la struttura del danno non patrimoniale, il confine tra contratto e torto hanno trovato proprio in questa materia il loro banco di prova più severo. Ne è derivato un diritto vivente stratificato, mobile, talora contraddittorio, sul quale le riforme — dalla Balduzzi alla Gelli-Bianco, fino ai decreti attuativi e alle proposte che oggi si annunciano — sono intervenute con esiti che la prassi sta ancora decantando. È in questo scenario di applicazione incerta delle novelle, e di nuove riforme assai discusse già all’orizzonte, che si colloca questa quarta edizione, riveduta e ampliata.
Ciò che distingue il volume curato da Nicola Todeschini è una scelta di metodo dichiarata e coerentemente mantenuta nelle sue successive edizioni: l’impostazione pratica. Non si tratta di una concessione divulgativa, bensì di una precisa opzione scientifica — per molti versi controcorrente — secondo la quale la tenuta di un istituto si misura sul campo, nella verifica della sua effettiva praticabilità per chi opera nelle aule e nelle corsie. Da qui l’attenzione costante, in queste pagine, ai dati statistici più recenti sul contenzioso medico, letti dal punto di vista di chi quel contenzioso lo pratica: un angolo visuale prezioso e non usuale nella letteratura di settore.
L’architettura dell’opera dà conto di questa ambizione sistematica: dai nuovi principi della responsabilità medica si procede ordinatamente attraverso la colpa, il consenso informato, la causalità e l’onere della prova, per giungere all’imponente sezione dedicata ai danni — biologico, morale, esistenziale, riflesso, da perdita di chance, tanatologico — quindi ai profili penali, ai casi discussi declinati per figura professionale, alla responsabilità della struttura, all’assicurazione, alla fase conciliativa, al giudizio e, infine, alle consulenze. Un percorso che dal principio generale conduce, senza soluzione di continuità, fino al gesto tecnico del consulente: è in questa coerenza dell’arco che risiede il valore aggiunto dell’opera rispetto a una semplice raccolta di contributi.
Ma la nuova edizione non si esaurisce nell’aggiornamento: si arricchisce di voci inedite su temi di frontiera — l’impiego dell’intelligenza artificiale in medicina, la sua governance tra risk management, etica e compliance — che mettono alla prova la tenuta di categorie consolidate e, con esse, l’idea stessa di ricostruzione sistematica che l’opera persegue sin dalle origini. Trovano trattazione integralmente rinnovata i profili assicurativi, la discussa introduzione della TUN, le chances riparatorie in materia di violazione del diritto all’autodeterminazione — terreno di persistente resistenza, specie nella giurisprudenza di merito — l’accertamento tecnico preventivo con le sue questioni più delicate e le incognite del ricorso in Cassazione.
Alle voci nuove si accompagnano autori nuovi e prestigiosi, la riedizione di quelle che reclamavano aggiornamento: segno di un cantiere scientifico vivo, non di un’opera semplicemente ristampata.
La quarta edizione si conferma quindi uno strumento di lavoro affidabile e, al tempo stesso, un’opera che pensa.
Al magistrato, all’avvocato, al medico-legale, ai sanitari e allo studioso offre non soltanto risposte, ma il quadro entro cui le domande acquistano senso.
Sullo sfondo la necessità di riportare l’attenzione sul paziente, reale protagonista della cura, con i suoi orizzonti esistenziali intangibili, nell’auspicio che comprenderlo consenta di rifondare l’alleanza terapeutica non più su paternalistiche e superate concezioni del rapporto ma nella consapevolezza che una misurata e matura concezione dell’errore, componente umana ineliminabile, possa garantire maggiore serenità.
L’edizione vede la luce nell’anno del commiato dal Prof. Paolo Cendon, mentore che l’aveva fortemente voluta, ed è introdotta magistralmente dal Presidente Giacomo Travaglino, ed è disponibile, in prevendita qui