La dignità della morte, Riina, e la funzione diseducativa dei social network

La dignità della morte, Riina, e la funzione diseducativa dei social network

Avv. Nicola Todeschini Malagiustizia, Riparazione dei torti

Dopo la pronuncia della cassazione penale che non ha “scarcerato”, come in molti hanno creduto, Riina, ma rimesso al tribunale di sorveglianza emiliano la questione, invitandolo a motivare congruamente il diniego opposto alle istanze del detenuto Riina, sui social network, e su certa stampa da…social network, è impazzato il toto sciocchezze e se ne sono lette di tutti i colori.

cassazione Riina morte dignitosaNessuno, o quasi, ha letto la sentenza, anche perché ormai, si sa, si commenta di un post il titolo e l’immagine, non il contenuto.

Così mi è parsa assai divertente questa vignetta (di Daniele Villa di Prugna.net), che rappresenta una realtà tragica, che vi ripropongo.

Questa mattina ne ho parlato nella consueta rubrica su RadioTop, per mettere in luce che lo Stato non vendica ma punisce e per farlo non può dimenticare i principi che proprio la pronuncia della Cassazione ha ricordato a tutela di ciascuno.

In altre occasioni alcune pronunce non hanno fatto altrettanto speciale governo di tali principi? Bene, critichiamo quelle, con decisione, senza auspicare una caduta inserobaile verso l’autotuela.

Tutti ci auguriamo una punizione esemplare per chi si sia macchiato di simili efferati delitti, ma perché sia esemplare deve essere garantita dal rispetto delle regole, le stesse che la mafia vorrebbe piagare a suo vantaggio e che lo Stato non può violare a pena di scendere al livello proprio di chi deve poter combattere.

E’ proprio la mafia che tenta di imporre la sua legge del taglione, arrogandosi il diritto di vendicare, con oltraggiosa crudeltà, i presunti torti, di raggiungere il proprio fine con qualsiasi mezzo, e chi invoca tormenti e vendetta per Riina fa altrettanto, e vorrebbe che lo Stato alimentasse un clima di linciaggio che correttamente la Corte di Cassazione rifiuta.

Prendiamocela, piuttosto, con uno Stato che non legifera, che dimentica la dignità del fine vita, che spesso è sostituito da pronunce che enucleano principi che potrebbero essere scritti, una volta per tutte; prendiamocela con la politica di scarso livello, che occupa i social network anziché le aule del parlamento.

Ecco le mie riflessioni nella puntata odierna della rubrica di radio Top, ascoltale e fammi conoscere la tua opinione.


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