Se l’è cercata! L’odio del web per la vittima del cyberbullismo

Se l’è cercata! L’odio del web per la vittima del cyberbullismo

Avv. Nicola Todeschini Riparazione dei torti

“Se l’è cercata”

(Quando l’odio si materializza tra le labbra proprio delle donne, in una guerra tra donne meritevoli ed altre immeritevoli, pure della compassione.)

Il caso che mi induce ad ulteriore riflessione è quello della giovane suicida dopo il vano tentativo di raggiungere sul web l’oblio, ne ho già parlato qui.

E’ doloroso volgere le sguardo al cinismo di queste future mamme severe con le sventure altrui anche a rischio d’essere crudeli, fiere custodi dei sani principi che la famiglia ha loro inculcato, non ultimo il principio, sessista come loro, secondo il quale l’uomo può anche essere porco, ma la donna mai, perché altrimenti è troia, e va condannata e messa al rogo, preferibilmente dopo averne tratto il massimo godimento.

Di processi alle streghe come questo se ne fanno tanti in questi giorni, nella stagione moderna di questo paese pur sempre profondamente provinciale che accanto ai filmini porno amatoriali che invadono il web, di raccapriccianti storie incestuose, scambismi estremi, zoccolai abusivi in ogni dove, spesso in famiglia, non attende altra occasione se non quella di sfogare su un debole le proprie frustrazioni.

Ma al tempo stesso chiede la grazia per Corona, lui si un galantuomo perché lui evadendo mica se l’è cercata, ma quella troia, che si è addirittura fatta riprendere e, maledetta, ha fatto girare il filmino tra qualche sua conoscente, deve morire. Accanto a chi a chiare lettere lo augura, pure per iscritto, ci sono quelli che non augurandoglielo almeno pregano i benpensanti di non definirla, per carità, una vittima, appunto perché se l’è cercata.

Quanto immorale sia la loro posizione sono lontanissimi dal riconoscerlo, ma anzi, se si osa farlo notare, sono levate di scudi, anzi si mettono all’opera addirittura per scovare nel tuo passato qualche cosa che possa sputtanarti.

La più bella questa mattina: durante una discussione in argomento una cortese emula del gruppo “se l’è cercata” per contrastare la mia opinione ha cercato e trovato un mio commento, scritto qualche settimana or sono a descrizione, semiseria, di un scena che ho vissuto dal vivo, dal seguente letterale tenore:

“Ristoro di montagna: lei scollatura generosa e sorriso ebete, pur di mostrarci le tette (da premium) ha mangiato e conversato in piedi con le mani appoggiate al tavolo per favorirne la vista. Ok, sono belle e sono tante ma la distanza che passa tra te ed una donna maliziosa e sensuale è la stessa che passa tra il senatore Razzi ed una persona con un minimo di dignità.”

Ebbene, secondo la giovane questo commento sarebbe in antitesi con il mio pensiero. E subito qualcuno che approva, lieto che finalmente un altro impostore sia smascherato (probabilmente, ai loro occhi, pure io me l’ero cercata).

Immagino che per lei sottolineare la mancanza di dignità (come io ho fatto in quel post che ovviamente lei non esita ad estrapolare per renderlo pubblico nella sua bacheca senza che io l’abbia autorizzata) nell’atteggiamento volgare di una donna significa poi non poterne difendere una altrettanto volgare, quando diventa vittima della vigliaccheria altrui, come se ci fossero, appunto, donne di serie B che, se dedite a vita scostumata, poi vanno comunque bruciate come le streghe, ad emenda dei loro peccati.

Insomma se sei sporca, e poi ti suicidi perché un branco di belve si è accanito su di te, sulle tue debolezze, sui tuoi errori, sulla tua volgarità, te la sei cercata e chiamarti vittima proprio non si può, poco importa quanto siano mascalzoni loro.

Se dormi sotto un ponte e ti fai, e poi abusano di te, te la sei cercata; se vai avanti e indietro vestita come una zoccola, magari solo perché sei una persona infinitamente debole e sciocca, e vieni molestata, te la sei cercata.

Sei maledetta, non vittima.

Sono donne e parlano come i peggiori uomini, quelli che vanno a puttane ma poi sputano su di loro quando hanno la moglie accanto, raccolgono le firme per allontanarle dall’incrocio sottocasa, tanto sanno bene dove andarle a rimorchiare.

Lo confermo: tentando di discutere con loro…me la sono proprio cercata.


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  1. Serena Bontempo Says: agosto 25, 2018 at 3:11 am

    No, non “se L’è cercata” avvocato!
    Queste persone “HANNO CERCATO” di tarpare le ali ad un’aquila e, mi sembra di capire, forti della forza “del branco”.

    Non potendo allegare qui un pin, lo trascrivo, esprimendo così tutta la mia stima per uno degli uomini più intelligenti che io abbia “letto”, per ora, ma chiunque riuscirebbe a dedurlo anche solo dalla sua modalità di scrittura!
    Non si curi, dunque, di “Chi ti parla dietro—tranquillo, è perché tu sei avanti!!”

    E’ encomiabile un uomo che “guarda” le donne con la Sapienza che avevo già riscontrato in altri suoi scritti e che lascia intuire la Sapienza del cuore che non fa dimenticare, ma solo agli uomini di un certo calibro, da dove essi vengano,
    come il mio professore di letteratura greca che, durante un esame rispose ad una provocazione di un’assistente dicendo:
    “Non mi permetterei mai,…IO NATO DA DONNA!”