Come scegliere un avvocato specializzato in Malasanità?

Come scegliere un avvocato specializzato in Malasanità?

Avv. Nicola Todeschini Malasanità

È una delle domande che più frequentemente si pone chi sia vittima di malasanità: come scegliere un avvocato specializzato in malasanità?

L’offerta è ampia, internet allarga il campo e consente contatti prima non immaginabili, è un bene?

È sicuramente un bene se internet consente di conoscere meglio un avvocato, è invece un grande rischio se viene utilizzato ed interpretato solo come un mezzo per farsi pubblicità promettendo il massimo ma dimostrando il minimo.

Come è noto, poi, esiste anche la concorrenza delle cosiddette società d’infortunistica, regolate da norme molto diverse e assai più libere di presentarsi sul mercato dei servizi.

Insomma è l’attenzione del navigatore a dover orientare la scelta senza farsi abbagliare da promesse, spesso false, di servizi gratuiti, di risultati promessi, di accattivanti formule che fanno sembrare la difesa come la vendita di una tessera telefonica.

 

E allora, quali verifiche ha senso fare prima di scegliere un avvocato esperto in malasanità?

Inizierei dalla persona, perché dietro ad ogni professionista c’è una persona con una storia, probabilmente interessante per farsi una prima idea.

E poi c’è la specializzazione: spesso vantata ma non dimostrata! Vi trovate di fronte ad un professionista che sa veramente il fatto suo? Beh, per averne certezza, chiedetegli di dimostrarlo, e scoprirete che non sempre gli sarà facile passare dalle parole ai fatti.

Poi ci sono le scelte, anche professionali: vi sta bene essere difesi da chiunque o volete un certo tipo di avvocato? Lo preferite malizioso ed avezzo a certi ambienti, orientato a difendere solo le vittime della malasanità, tuttologo, o innamorato di una materia da sempre?

Come vedete siete voi a dovervi chiedere chi cercate, perché spesso è proprio vero che ognuno si cerca il proprio avvocato, e se riflette, prima della scelta, sulle proprie esigenze, saprà essere più pronto.

 

Ma la competenza è un dato imprescindibile: può essere acquisita anche per corrispondenza, per intuito, colpo di fortuna, per sola esperienza senza un percorso di studi adeguato, senza esperienze professionali specifiche?

Credo proprio di no, ed allora il confronto si può fare solo tra chi abbia lo stesso percorso di studi, altrimenti domani io che sono un avvocato potrei cercare di fare concorrenza ad un architetto per la progettazione di una casa!

Ma è ovvio che per quanto il mio senso estetico possa essere sviluppato non potrò mai garantire una preparazione confrontabile con quella di un architetto o di un ingegnere, ed allora ad ognuno la sua: non confondiamoci e prima di tutto chiediamo, con decisione, a chi ci sta davanti chi è, cosa è, che titolo di studio abbia, quale eventuale specializzazione, perché altrimenti rischiamo solo di perdere tempo o di voler credere alle favole.

 

Sono favole anche quelle dei “raccoglitori di professionisti“, di chi insomma non ha alcun titolo ma vi assicura che troverà per voi il miglior avvocato! E perché mai il miglior avvocato dovrebbe prestarsi a questa poco onorevole intermediazione (che tra l’altro le regole vietano)? A voi la risposta.

Ma per evitare di sentir raccontare favole anche da un professionista titolato non abbiate paura di fare domande, e curiosate nel sito del professionista per comprendere se è in grado di spiegare chi è, cosa fa, come lo fa; e se non ha un sito web le domande rivolgetele direttamente a lui.

Se non gradirà le domande e faticherà a rispondere chiedetevi il motivo, e continuate la ricerca.

Il bello della concorrenza leale è proprio questo: non siete più obbligati ad andare dall’unico avvocato vicino a casa, quello che si occupa di separazioni, danni, società, divisioni, insomma di tutto quello che capita, ma potete cercarlo ovunque pur di trovare quello che fa per voi, sfruttate l’occasione, quindi, è non sbaglierete.

In questo blog, se vorrete, troverete alcuni consigli anche pratici per orientare la vostra scelta, continuate quindi a seguirci!

 

QUI potrai comprendere quali siano le nostre linee guida per agire correttamente.

 

Ascolta infine l’intervista su radio Padova che racconta un episodio verificatosi realmente:


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  1. Gianfranco Says: ottobre 16, 2017 at 9:06 pm

    Salve, sono stato vittima di malasanità e vorrei avere un consulto.
    Saluti

  2. liliana blandino Says: luglio 19, 2017 at 11:46 am

    ricorso in appello problimi odontoiatrici

  3. Gennaro Says: giugno 23, 2017 at 11:12 pm

    Sono stato operato a una varicocella ma dopo l’intervento mi e uscita dinuovo ho fatto un altra radiografia e il risultato e che mi dovro operare un “alra volta ma siccome ho avuto dei problemi sotto anestesia ho avuto problemi di respiratori e ho avuto paura si puo fare qualcosa grazie a risentircci

    • Avv. Nicola Todeschini Says: giugno 27, 2017 at 9:33 am

      Egregio Sig. Gennaro,
      comprendo le Sue preoccupazioni ma, allo stato, l’unico consiglio che mi sento di darLe è di chiedere una consulenza specialistica ad altro urologo per avere un Suo parere sul da farsi. Potrei poi verificare, se lo vorrà, l’eventuale esistenza di errori tecnici nell’esecuzione dell’intervento così da poter poi programmare eventuali interventi risarcitori. Cordialmente

  4. Dr.Giovanni Migliaccio Says: gennaio 27, 2015 at 10:52 pm

    Nessuno avvocato è in grado di giudicare se un medico ha sbagliato o no. E nessun paziente è in grado di giudicare se un avvocato è all’altezza del proprio compito.
    A giudicare dell’operato di un medico può essere solo un medico. La magggioranza delle vertenze di cosiddetta “malasanità” finiscono con sentenze che non riconoscono colpa medica e condannano il paziente che ha promosso la causa al pagamento delle spese legali e di giudizio.

    Questo commento , scommetto, non verrà pubblicato, a riprova del carattere promozionale di tali informazioni.

    • Avv. Nicola Todeschini Says: gennaio 28, 2015 at 10:50 am

      Egregio dott. Migliaccio, La ringrazio per aver risposto. Approvo la pubblicazione e rispondo al Suo messaggio non per premiare il Suo intento inutilmente polemico ma perché la Sua presa di posizione è esemplificativa di quella di chi, non conoscendo la materia (e quanto afferma lo dimostra), e facendosi convincere da chi la conosce meno di lui, custodisce riserve che generano solo confusione.
      Un avvocato, da solo, può risolvere, senza ombra di dubbio, solo quesiti che riguardino il rilievo giuridico di alcune negligenze: tra tutte quella che riguarda il difetto d’informazione, tanto per fare un esempio.
      Un avvocato specializzato, e serio, avvia sempre all’approfondimento del medico legale, altrettanto specializzato, la questione che un cliente gli sottopone, al fine di ottenere quelle nozioni tecniche delle quali sia sprovvisto per poi completare lo studio del caso e formulare un parere giuridico sulla responsabilità.
      Quanto alla panzana circa il fatto che la maggior parte delle cause per malasanità finirebbe con un nulla di fatto ed addirittura la condanna del paziente alle spese, è chiaro a chiunque che si tratta di una favola raccontata per spaventare chi abbia intenzione di denunciare un caso. Le segnalo che proprio le compagnie di assicurazione che gestiscono il ramo della responsabilità civile medica si lamentano dell’ingravescente aumento dei casi e dei risarcimenti erogati a testimonianza, inequivocabile, della frequente affermazione della colpa medica e dell’obbligo di riparare il danno. Altrimenti, di che cosa si lamenterebbero?
      Se Lei vuole dare un contributo serio invii tutte le sentenze che attestano quanto dice: non Le sarà certo difficile tenuto conto che sarebbero, secondo Lei, la maggioranza, e poi scriva pubblicamente ai Suoi colleghi ed alle compagnie di assicurazione per chiedere come mai, vincendo quasi sempre, si lamentino del costo degli errori.
      Attendo la Sua documentazione anche perché avendo citato supposte statistiche immagino che avrà prima verificato i dati e ne disporrà agevolmente, così che alle affermazioni, spesso solo inutilmente polemiche, seguano i fatti!
      O forse sperava che il Suo messaggio non fosse pubblicato?
      Cordialmente
      Avv. Nicola Todeschini

    • cristina Says: aprile 30, 2015 at 5:08 pm

      Giustamente ad ognuno il suo. Un buon avvocato prima di procedere giudizialmente fa effettuare una valutazione medico-legale da parte di uno specialista e solo dopo che ha una perizia dalla quale emerge la colpa professionale procede. E’ così che si distingue un professionista da un cialtrone.
      Parlo da professionista, ovviamente.

      • Avv. Nicola Todeschini Says: maggio 21, 2015 at 6:36 pm

        E’ proprio così!
        Un professionista, prima di avanzare una contestazione che presuppone un’accertamento medico legale, non può che istruire, appunto, una valutazione medico legale e, solo se sia positiva, procedere alla contestazione.
        Unica eccezione, peraltro insolita, è quella che consiste nella sola contestazione, per esempio, di un difetto d’informazione: quando scaturisca, in modo esemplare, anche dall’inesistenza di un modulo sottoscritto, ovvero dalla sua totale fallacia, l’inadempimento contrattuale è già chiaro. Tuttavia, per cautela professionale, ritengo che anche in tali casi un corretto studio medico legale eviti passi falsi e soprattutto la corretta valutazione del caso nel suo complesso.