Vaccini obbligatori e Salute di Stato, una pericolosa deriva.

Vaccini obbligatori e Salute di Stato, una pericolosa deriva.

Avv. Nicola Todeschini Riparazione dei torti, Risarcimento per consenso informato negato

La recente presa di posizione, di forza, dello Stato, in materia di vaccinazione obbligatoria è assai pericolosa, non tanto e non solo per il contenuto ma piuttosto per il metodo che disegna un periglioso modus operandi, già svelato con la riforma della responsabilità medica.

Lo Stato guarda con sempre maggior favore ad una sorta di “diritto di curare”, invece pericolosissimo e paternalista, sostituendosi pure alla ricerca scientifica ed ergendosi a taumaturgo: lo ha dimostrato nella recente riforma della responsabilità medica affondando un colpo molto forte all’autonomia del medico ed immaginando le linee guida di regime, la medicina di Stato.

Non sono sfavorevole alla profilassi, sia chiaro, ma al metodo si:  il legislatore rinuncia ad essere attendibile, trasparente, educativo, ma sbriga la pratica imponendo, travalicando settori appannaggio invece della libera ricerca scientifica, mette il proprio sigillo anche sulla ricerca inducendo condotte professionali prima appannaggio della “scienza e coscienza” del singolo medico (così accade nella riforma Gelli Bianco).

In un clima di forte dissenso, di mancanza di fiducia per l’azione dello Stato, in luogo di una capillare e seria azione informativa ed educativa impone dall’alto scelte e deroghe, quindi, al diritto all’autodeterminazione, abbisognano invece di educazione e consapevolezza.

Ma qual’è il rischio dell’uso perverso del “diritto di curare”?

In questo contributo (clicca sul link) pubblicato nella rivista Persona e Danno (La salute di regime: dalla riforma della responsabilità medica alla vaccinazioni – Nicola Todeschini), metto in luce i difetti di metodo, che puoi ascoltare anche nella recente intervista su RadioTop disponibile qui sotto, così da comprendere appieno il timore che manifesto:

Non mancare di condividere, se sei d’accordo con me, e di farmi conoscere la tua opinione.


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