Vittima del cyberbullismo: come chiedere il risarcimento?

Vittima del cyberbullismo: come chiedere il risarcimento?

Avv. Nicola Todeschini Riparazione dei torti, Risarcimento danni

Cosa possa fare un giurista per far crescere la consapevolezza degli effetti, devastanti del bullismo, e così della sua variante digitale, il cyberbullismo, è chiaro: stimolare la riflessione giuridica abbandonando schemi preconcetti e consuetudinari.

Lo stile, in altri termini, del giurista, può contrassegnare in modo assolutamente vitale la sua azione, spingendolo a studiare con passione le modalità a volte incredibilmente varie attraverso le quali il danno si manifesta; esplorando -senza tema di combattere le regole esistenti la pur dilagante noia ermeneutica, superficialità (anche delle istruttorie in giudizio)- tutti i percorsi che conducono alla reale scoperta del pregiudizio: solo allora quantificare e pretendere il risarcimento integrale del danno sarà possibile.

Per farlo occorre una coscienza, umana e giuridica, multidisciplinare, un’ispirazione che trova nella scoperta dell’importanza dell’orizzonte esistenziale un modo di guardare ai diritti delle persone assolutamente unico.

Il concetto di salute, non più intesa quale assenza di malattia, ma tendenziale benessere psicofisico e sociale, è la guida attraverso la quale guardare al pregiudizio con occhi nuovi.

Questi fini ispirano Contrajus, della quale mi pregio d’essere socio fondatore e Vice Presidente, e che condivido con chi ha avuto l’ispirazione di crearla, i colleghi ed amici Avv. Paolo Russo, di Firenze, e Avv. Stefano Rossi, di Bergamo, e che l’otto ottobre contribuirà all’organizzazione di un’occasione straordinaria di studio, in Perugia, proprio in tema di lotta al bullismo:

locandina-bullismo-perugia-2016-definitiva-evento-perugia-8-ottobreLa vittima del bullismo prova profonda vergogna, deve essere ascoltata, come tutte le vittime di un patto tradito, come le vittime della malasanità, per esempio.

La vittima del bullismo e del cyberbullismo viene scossa nel profondo della sua identità, del suo ruolo famigliare, sociale, a volte combatte, silenziosamente, per negare il pregiudizio ricevuto perché l’imbarazzo è straordinario. Accade alle vittime di abusi, violenze sessuali, in particolare.

L’approccio alla sua difesa non può essere ordinario: non discutiamo di un sinistro stradale, ma di una lesione profonda che può riportare alla luce debolezze nascoste, difetti d’equilibrio dei quali tutti siamo portatori ma che nel tempo hanno trovato occasione di assestamento, parziale compensazione, e che vanno indagati con profondo rispetto quando riemergono in conseguenza dell’atto di bullismo.

Solo quindi una ricostruzione ispirata delle regole costituzionali e del principio del risarcimento integrale del danno, al di la di tabelle, etichette, approssimazioni da ragionieri del diritto, può assecondare la rinascita della vittima accompagnandola verso la consapevolezza dell’abuso e la sua denuncia, infine alla richiesta dell’integrale risarcimento del danno.

Ascolta l’intervista dell’Avv. Nicola Todeschini a Radio Padova, in quattro minuti la particolarità della quantificazione del danno da bullismo:

 

 


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